Leonard L. St. Clair (1912-1980), soprannominato “Stoney”, è stato un artista circense ed un tatuatore.
Naque nel West Virginia,
Suo padre fece il minatore fino a quando Stoney lasciò la scuola a 14 anni. Da bambino, Stoney fu colpito da febbre reumatica e finì in sedia a rotelle, la sua crescita si bloccò e rimase per sempre segnato dalla malattia. Suo padre esaurì tutti risparmi di famiglia, fino a perdere la casa, pur di far curare Stoney al Johns Hopkins Hospital di Baltimora.
In ospedale, Stoney disegnava incessantemente, scene del circo, animali, artisti, carri da circo, ispirato dalla vita circense di uno zio, era determinato a seguire le sue orme, nonostante le poche prospettive che poteva avere un ragazzo diversamente abile. Una donna tedesca di nome Gretchen Stoney, artista circense, prese il ragazzo sotto la sua ala protettiva , gli insegnò i segreti del mestiere e così Stoney imparò a ingoiare le spade.
Tre pasti al giorno e 75 dollari a settimana – Stoney era al settimo cielo, finchè un giorno, mentre il circo si trovava a Norfolk , alcuni dei suoi colleghi lo portarono in uno studio di tatuaggi. Stoney rifiutò di farsi tatuare, ma quando vide il tatuarore all’opera, si convinse che avrebbe potuto farlo anche lui. Nei giorni successivi, Stoney tornò spesso allo studio per guardar lavorare il tatuatore.
Quando il circo lasciò la città di Norfolk, Stoney portò con se la sua prima attrezzatura ed allestì il suo primo studio nel fienile dell’elefante.
Il circo si fermò a Tampa in Florida per diversi anni fino a che Stoney non sentì che era il momento di chiudere con la vita da circense ed aprì il suo primo studio di tatuaggi su Fortune street. Per anni il negozio andò a gonfie vele, fino a quando, lo stato della Florida, vietò il tatuaggio, con il solito trucchetto di renderlo praticabile solo da medici.
Così Stoney dovette chiudere bottega, e partì alla volta di New Orleans, Los Angeles ed infine Columbus in Ohio dove morì nel 1980.
Sulla sua vita c’è questo interessante documentario ed il libro scritto da Alan Governar “Life as a Sideshow Tattoo Artist “.
Tutto il film documentario qui