Adrenalink Tattoo

Tatuaggi dal 1993 a Venezia

Owen Jensen

Uno dei miei modelli di telaio preferiti per le tattoo machines è il modello classico di Owen Jensen, un grande tatuatore e costruttore di macchinette qui sotto ritratto con la moglie Dainty Dottie, la sua sfortunata ma brillante storia, l’ho tradotta in parte dalle dritte di  Tattoo Archive, integrandola con parti di altri articoli che ho trovato in giro.

OwenJensen(1891-1976) nacque nello Utah a Pleasant Grove. Da giovane lavorò per la ferrovia ad Odgen. Vide il primo uomo tatuato nel side show di Buffalo Bill, era il 1911, l’uomo si chiamava James Malcom, ed era stato tatuato da Charlie Wagner(1875-1953).
Owen Jensen si fece tatuare nel 1913 da Bob Hodge, in un altro side show, quello di Lucky Bill, nell’autunno dello stesso anno Jensen incontrò J.G.Barber, un costruttore di macchinette per tatuaggi di Detroit.
Qualche anno dopo nel 1930, in un intervista radio con il famoso reporter Jimmie Vandiver,  Owen Jensen affermò che viste le sue conoscenze nel campo della meccanica, gli fu offerto un impiego come costruttore di macchinette per tatuaggi, era molto interessato all’aspetto tecnico delle tattoo machines, e di li a poco divenne un tatuatore, si presume, che il lavoro di costruttore, gli fu offerto proprio da J.G.Barber che aveva un supply business dagli inizi del ’900 proprio a Detroit.
Jensen si arruolò durante la prima guerra mondiale, prestò servizio oltre oceano prima e poi fu di stanza vicino a Grand Rapids nel Michigan. Edwin Brown, tatuava a Grand  Rapids, e Jensen passò tutti i week end nello studio di Brown, con Edwin e la moglie.

Jensen tatuava durante il servizio militare, ma è stato nei week end che Edwin insegnò a Owen Jensen a dipingere i flash.
Quando fece ritorno alla sua cittadina Pleasant Grove, Jensen si costruì uno studio ambulante ed iniziò a tatuare al seguito di diversi circhi e freack shows, nel 1923  si traferì a Los Angeles, iniziò a lavorare in una fonderia, fino a quando conobbe Jack Julian ed iniziò a tatuare nel suo studio al 412 di South Main.
Non gli piaceva molto lavorare nella via dello shopping e quindi si trasferì a San Pedro ed aprì un negozio all’interno di un sala bigliardi, lavorò in questa cittadina di marinai per diversi anni fino a che Charlie Barr gli chiese di tornare a lavorae a Los Angeles al 234 di South Main Street. Barr era uno dei migliori tatuatori della sua epoca, e Jensen fu molto felice di avere quella possibilità.
Intorno al 1929, gli affari iniziarono a non andare per il verso giusto, così Jensen e Barr si dovettero dividere. Jensen andò a Long Beach e ci restò fino al 1931, da li si traferì a Honolulu per un breve periodo, tornò presto a San Pedro fino a che nel 1934 fece ritorno nuovamente a Los Angeles ed iniziò a costruire le sue famose macchinette ed a vendere i suoi disegni.
Nella primavera del ’38 Jensen andò a New York, visitò altri tatuatori, ed infine aprì un piccolo negozio, ma la sua voglia di viaggiare era implacabile, così, in un paio di mesi, vendette il negozio è partì alla volta di Norfolk in Virginia. Li visitò  August “Capt.” Coleman(1884-1973),  Andy Sturz ed il suo vecchio partner Charlie Barr , tornò a Los Angeles e riaprì il suo negozio su Main street.
Nel 1940 Jensen si spostò ancora, questa fu la volta di San Diego per lavorare con Harry Lawson, era il Giugno del 1940, quando Andy Sturtz inviò una lettera a Jensen nella quale gli chiedeva di occuparsi del suo negozio poiché Sturtz doveva essere ricoverato in ospedale. Jensen, lavorò sia nel negozio di Sturtz che in quello di Coleman sempre a Norfolk. Non è chiaro quando fece ritorno a Los Angeles, ma fu lì che iniziò a far funzionare il suo supply business al 100%, con un workshop al 120 west 83rd Street, mentre continuava a tatuare al 243 di South Main Street, siccome era l’unico tattoo supplier della west coast, il suo business fu un vero successo, offriva macchine di qualità superiore e flash dipinti a mano.


Owen Jensen si sposò con “Dainty Dotty”una donna che lavorava come attrazione da circo, era infatti una “Fat Lady” dei freak shows, pesava circa 270kg, probabilmente la tatuatrice più abbondante della storia; ebbero un figlio di nome Butch, ma lei morì nel 1952 quando Butch aveva solo 4 anni. Owen Jensen non si risposò mai più, si impegnò molto nell’educazione del figlio, lo mandò in delle ottime scuole ma sfortunatamente, nel 1967 Butch morì in un incidente d’auto, aveva 18 anni.
Jensen ultrasettantenne, vendette la casa nella quale visse con moglie e figlio, si trasferì in un appartamento ed iniziò a lavorare su Nu-Pike a Long -beach con Lee Roy Minugh al 26 di Chestnut, ad un tiro di schioppo dallo studio di Bert Grimm che si trovava al numero 22.
Lee Roy sostiene che Jensen e Grimm lavoravno assieme, ma poi a causa di un litigio riguardante dei flash, Bert Grimm licenziò Jensen, fu in quel momento che Jensen iniziò a lavorare con Lee Roy.
Erano gli anni 70, in una lettera del 1972 scritta da Jensen a Paul Rogers,  Owen si lamentava di come la situazione stesse degenerando, il tasso di criminalità nelle strade era inquietante:”porto a casa le mie macchinette di tutti i giorni in un sacchetto per la spesa, se avessi una bella custodia, crederebbero che dentro ci siano dei soldi,  come minimo mi scipperebbero, sarebbero capaci di uccidermi”. Nella stessa lettera Jensen spiega a Rogers che  Lee Roy lavorava fino alle 18:00 mentre lui faceva il turno di chiusura che durava fino alle 1.00 di notte.
Nel 1973 in un altra lettera, Jensen si lamenta ulteriormente della situazione che peggiora di giorno in giorno, Lee Roy era intenzionato a chiudere il negozio a mezzanotte anzi che alle 01:00.
Nel Maggio del ’75, Jensen scrisse:” Chiediamo ancora 5 dollari per un nome sul braccio…..” Nel Novembre dello stesso anno :”Entrambe, lavoriamo con una piccola Derringer(pistola) in tasca”.
Il 5 luglio del 1976, dei delinquent fecero irruzione al n° 26 di Chestnut, presero Owen Jensen per il collo, e lo accoltellarono alle spalle, lo picchiarono violentemente, e gli rubarono 30 dollari, lo presero di sorpresa, perchè non fece a tempo ad usare la sua derringer, non si riprese mai da quel pestaggio, e così morì all’età di 85 anni.

Ancora oggi diversi costruttori di macchinette si ispirano al lavoro di Owen Jensen, è disponibile diverso materiale su di lui tramite il sito di Tattoo Archive, un flashbook, una riproduzione del suo catalogo di supply ed altro…


2 Commenti:
  • 20 settembre 2010 - 20:47 - Dino Casarin scrive:

    complimenti Crez , stai faccendo un lavoro a DOC … mi piace moltissimo il tuo blog … saluti …..Dino

  • 21 settembre 2010 - 19:23 - Crez scrive:

    Grazie mille Dino!

2 Risposte a “Owen Jensen”





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