Adrenalink Tattoo

Tatuaggi dal 1993 a Venezia

MANEKISTEFY SU MARIECLAIRE

Su Marieclaire di settembre potete trovare una mia intervista in uno speciale dedicato ad 8 tatuatrici italiane che è stato fatto in occasione della mostra itinerante “Sante Peccatrici”.

La mostra sulle sante è partita a Milano per poi toccare Roma, sarà a Londra alla convention di tatuaggi di fine settembre.

Segue l’ intervista versione integrale.

Raccontami chi sei in 4 righe.

Sono una tatuatrice orgogliosa di esserlo, una bassista   punk, un’incisore, una ciclista, una DJ ska, una pittrice, un’ amante del Giappone, una blogger (adrenalinktattoo.com). Sento molto l’ eredità che

ci hanno lasciato i vecchi tatuatori di tutto il mondo e cerco di conoscere più persone che, come me, ci mettono il cuore in quello che fanno.

Cosa pensi delle donne che usano il proprio corpo per far carriera?

Dipende da cosa si intende per “usare il proprio corpo”; c’è chi lo usa come strumento di lavoro, ad esempio le modelle, in questo caso trovo che sia più che lecito.

Chi invece sfrutta la propria sensualità come scorciatoia per arrivare, mi indigna, così facendo  svuota di significato la dignità delle donne, dimenticando il proprio valore, disintegrando il nostro ruolo nella società, gettando alle ortiche tutte le lotte e gli sforzi che molte donne hanno fatto per noi, molto prima di noi.

In questo periodo storico sembra sia lecito usare ogni mezzo per arrivare ”in vetta”, in Italia ci sono molti esempi, soprattutto nel campo della politica, dove tra un “bunga bunga” e l’altro ci si può ritrovare a ricoprire un ruolo istituzionale che non si merita.

Costruirsi una carriera significa rimboccarsi le maniche e fare fatica.

Corpo e mente lavorano insieme, cerco di non dimenticarlo mai!

Come ti immagini tra 30 anni?

Quando avrò 65 anni mi immagino ancora innamorata di Massi (in arte Crez), mio compagno e maestro; credo che non vivrò più in Italia, ma viaggerò tatuando in tutto il mondo!

Tra colleghe siete solidali o competitive?

Per fortuna siamo solidali! Mi piace tanto confrontarmi con altre tatuatrici perchè abbiamo un modo differente dagli uomini di vedere il tatuaggio, soprattutto quando si è agli inizi e si ha tanta paura di sbagliare. Quando penso alle mie amiche tatuatrici come Horishio in Giappone, Leanka Platt in Francia e Claudia Sabe a Londra è come se la loro forza mi raggiungesse, la loro passione e dedizione è totale , questo mi fa sentire parte di un gruppo che crede veramente in quello che fa.

Dovete farvi rispettare dai colleghi uomini?

Dipende,i colleghi che frequento sono molto rispettosi e contenti che finalmente ci siano più tatuatrici. In realtà sono i clienti che devono imparare a portare più rispetto, specialmente gli uomini, certe volte danno per scontato che io sia la segretaria e parlano guardando il mio aiutante!

Kate Moss si è tatuata un’ancora: hai già avuto richieste per emulazione? Succede?

In realtà le ancore si tatuano da più di 200 anni, Kate Moss non è la prima e non sarà l’ ultima!

Le richieste per emulazione ci saranno sempre, è normale, sta alla tatuatrice/tatuatore spiegare che il bello del tatuaggio è esprimere se stessi o un momento della propria vita. Ogni persona dovrebbe avere la propria ancora speciale diversa da tutte le altre.

Disturbano i tuoi tatuaggi? Ti hanno mai creato problemi?

Mi hanno dato diversi problemi, 14 anni fa nessuno voleva affittarmi un appartamento o un negozio, io ed il mio compagno siamo finiti distanti dalla città, perchè non c’era modo di trovare casa. In Giappone, dove mi reco ogni anno, c’è una forte discriminazione verso le persone tatuate perchè la gente comune pensa che siano legate alla yakuza (la mafia giapponese); tutti i miei amici giapponesi nascondono anche d’ estate i loro tatuaggi, la  chiamano  “buona educazione” e lo fanno per rispettare la gente che vedendoli tatuati, li temerebbe. Purtroppo non possono entrare in piscina o nelle terme pubbliche . Per i giapponesi esibire i propri tatuaggi è un atto di forza, una sorta di sfida verso gli altri. Immaginate cos’è per loro vedere una donna completamente tatuata come me! Allo stesso tempo però devo dire che ho riscontrato molto successo soprattutto tra le donne di una certa età.

Il tatuaggio giapponese è parte della loro tradizione, è un bagaglio culturale così denso che spero prima o poi le istituzioni saranno in grado di accettare.

Sono contro ogni forma di intolleranza, bisogna rendersi conto che il mondo è una palla dove tutti dovremmo essere liberi di girare nel rispetto reciproco.Le differenze tra le persone sono un arricchimento culturale, bisogna solo avere il coraggio di pensare che non esiste nessuno al di sopra degli altri.

Ti sono capitati pentiti del tatuaggio che hanno richiesto modifiche?

In studio vengono molte persone che vogliono coprirsi tatuaggi eseguiti male, vecchi o che a loro non piacciono più.

Quando si vuole coprire un tatuaggio bisogna essere pronti a scegliere tra dei soggetti limitati, purtroppo non tutti i disegni hanno le caratteristiche giuste per le coperture. Io credo che il tatuaggio sia il racconto della nostra storia, della nostra vita e quindi mi sembra un pò assurdo coprirlo, è come voler dimenticare quello che si è stati, cercando di nascondere la testa sotto la sabbia.

Quale è la tua opinione rispetto alla mercificazione del corpo femminile?

E’ un argomento complesso, in ogni cultura c’è un diverso modo di abusare del corpo femminile.

In Italia passiamo dallo sfruttamento della prostituzione all’esibizione ammiccante di giovani ragazze negli show televisivi, come se fosse la cosa più normale al mondo.

Si usano le donne, si vendono e si comprano, senza il minimo pudore, in modo trasversale, dal Presidente del consiglio al cittadino comune.

Vivo in una zona dove ad ogni angolo c’è una ragazza che aspetta il proprio cliente.

Come si fa a far finta di niente di fronte ad una persona alla quale hanno probabilmente sottratto i documenti a forza di pugni per costringerla a vendersi per 4 soldi?

Pochi giorni fa’ hanno torturato ed ucciso Feith una ragazza di vent’anni, nigeriana,  l’ hanno gettata in un parchetto come un sacco della spazzatura…

Non esiste tatuaggio privo di dolore: che sensazione ti da provocarlo?

Mi dispiace e cerco di fare il possibile per limitarlo, infondendo calma e tranquillità al mio cliente e cercando di essere più veloce. Quando ho cominciato a tatuare provocare dolore mi metteva a disagio, ma ora sono abituata.

Ti è capitato di rifiutare un tatuaggio e perchè?

Si mi è capitato. Lo studio del disegno parte dalla conversazione con il cliente dove spiego come si può realizzare al meglio la sua idea. Non ripeto mai lo stesso soggetto, perchè credo che ognuno debba avere il proprio tatuaggio personale. Ogni giorno elaboro nuove forme e cerco di sviluppare un mio slile.

Il personaggio più famoso che ti è “passato tra le mani”

Nessuno, ma io non sono molto aggiornata in materia!

Perchè è così di moda il tatuaggio secondo te? Ti infastidisce?

Tutto ciò che arriva dalle sottoculture prima o poi va di moda. In Italia il tatuaggio ha cominciato ad essere più accettato da quando la gente famosa si è tatuata, così anche le persone più comuni si sono sentite di poterlo fare.

Da un lato mi fa piacere ma dall’altro mi infastidisce. Sono contenta che in un paese cattolico come il nostro sempre più persone stiano prendendo maggior coscenza del proprio corpo. Ho sempre preso le distanza dal conformismo, e non vorrei che il tatuaggio fosse un modo per uniformarsi.

Cosa è per te la moda?

Vedo che molte persone ne sono vittime. Io non sono molto attenta alla moda. Quando cerco qualcosa da vestire sono attratta da cose pratiche e particolari. Penso che potrebbe essere un valido strumento per esprimersi se preso in modo giocoso.

Tre oggetti che hai sempre in borsa

Le lacrime per lenti a contatto, il burrocacao, le sigarette.

Il tuo capo preferito

La t-shirt. Quasi tutte mi sono state regalate, la maggior parte sono di gruppi punk o di studi di tatuaggi. Quando le indosso penso ai miei amici.

Il tuo look da lavoro: mai senza..

Divisa dello studio.

Come mai oggi così tante donne si tatuano?

Ci si tatua per appartenersi e riscoprire la diversità. Le donne hanno senpre avuto una particolare attenzione per il bello e per il migliorarsi. Le donne si sono sempre tatuate, basti pensare alle kalinga nelle Filippine, alle ainu in Giappone, alle donne maori. Nel tatuaggio polinesiano in generale le donne si tatuano dei soggetti specifici.


2 Commenti:
  • 22 settembre 2011 - 16:01 - smarzi scrive:

    VAI STEFY! L’HO “ADDATO” SU TWITTER! SONO TECNOLOGICA ANCHE IO!

  • 12 giugno 2012 - 20:22 - jennifer scrive:

    Grande Stefyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy ;-)
    (sono la Jennifer quella lì ;-) quella di + di 20 anni fa ;-)

2 Risposte a “MANEKISTEFY SU MARIECLAIRE”





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