Tattuatori che vi succede?
In questi tempi di internet e super connessioni , dove tutto è “on
demand” e tutto è lì ad un passo dalla conoscenza, cosa pensano di fare
i tatuatori odierni? Scaramucce isteriche degne delle “Baruffe
Ciozote” di Carlo Goldoni?
Che i tatuatori italiani fossero una “categoria” tutta
particolare me ne accorsi durante i miei esordi, a differenza dei Teutonici o
degli Americani, il tatuatore italiano manteneva un medio look da
“fighetto”, poco tatuato e scarsamente incline a fare cose che
potessero suscitare “le ire del parroco del paese…”
Esclusa la prima ondata di tatuatori italiani, tutti pionieri nel loro genere
e tutti provenienti da sottoculture che a fatica facevano proseliti nel
“Bel paese”, già la mia generazione, quella dei primi anni
’90 annoverava al suo interno moltissimi “mediomen”
all’italiana, cosa peraltro apprezzabilissima e simbolo di un radicale
cambiamento sociale nei costumi del nostro paese che ,lentamente(molto
lentamente)