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Lo guardavo ogni secondo, da lì capii che non
poteva essere l’ ultimo: cominciai a concepire il corpo nella sua
interezza e … c’erano molti spazi vuoti!
Le conventions internazionali che, da subito con il club, cominciai a
frequentare mi diedero la possibilità di incontrare molte persone
interessanti. Tante menti diverse, che parlavano lingue diverse e che si
impegnavano a sviluppare un proprio stile all’ interno di una
iconografia così tipica del tatuaggio.
Questo concetto dello sviluppo forse a molti non è chiaro: ognuno di noi
tatuatori ha in atto una sfida dentro sé, quella di superarsi ogni giorno in
qualcosa e ogni piccolo passo è motivo di profonda soddisfazione.
La mia prima Convention fu ad Amburgo, poi seguirono Berlino,Monaco,
Lussemburgo, Stoccolma, Strasburgo, Malmo, Oslo, Barcellona,… Cercammo
di girare il più possibile per ampliare le nostre conoscenze e i nostri
contatti, per far conoscere a più persone possibili le attività dello
studio.
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