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La biblioteca dello studio continuava a crescere: io e Massi ad ogni viaggio
non mancavamo mai di tornare con qualche libro.
E’ così che si fa crescere anche negli altri la tua stessa passione.
Cercare di creare un gusto nuovo, alimentare una curiosità, creare un nuovo
punto di vista visivo: ciò aiuterà a crescere anche su altri aspetti della
vita di tutti i giorni.
Creare cultura è sopravvivere in una società in cui tutto tende ad
appiattirsi, essere omogeneo. Creare spazi per il “diverso” nelle
menti delle persone aiuta a migliorare questo mondo.
Non c’è un momento preciso in cui decisi di diventare tatuatrice, fu
una evoluzione. Dopo aver disegnato il mio primo set di flash pensai che
sarebbe stato grandioso poterne tatuare qualcuno, così mi avvicinai
all’ idea.
All’ inizio continuavo a pensarci, mi spaventava la
responsabilità , il giudizio della gente sui miei lavori. Poi mi abituai e
cercai di concentrarmi sul mio lavoro: sono stati anni di sacrifici e di
rinunce. Il mio fu un vero e proprio apprendistato, cominciai nel 2002.
Inizialmente Massi mi insegnò la parte sul disegno, poi quella tecnica e
pratica.
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